Sulle affermazioni di Italcaccia...la risposta della LIPU

Sulle affermazioni di Italcaccia contro la gestione promossa nell’Oasi Cave di Gaggio Nord, LIPU mette sul piatto dati oggettivi.

Una colonia di uccelli acquatici nidificanti tra le più importanti del Veneto, con ben sei specie di ardeidi (la famiglia degli aironi) e oltre 300 coppie di Marangone minore (per questa specie la colonia è di importanza nazionale). Si tratta di specie che, usualmente, si radunano in zone umide tranquille, dove l’Uomo – visto come predatore – non è di comparsa frequente. Questo è merito della sapiente gestione LIPU, di tipo scientifico e pienamente coerente rispetto le indicazioni delle direttive comunitarie e della normativa nazionale e regionale sulle aree “Natura 2000”. LIPU ha saputo delocalizzare il disturbo dato dai visitatori, realizzando percorsi schermati con punti di osservazione coperti. Ogni anno centinaia di persone e svariate scolaresche visitano l’Oasi senza arrecare disturbo ai suoi abitanti alati. Anche i censimenti invernali degli uccelli acquatici, promossi dall’Assessorato provinciale alla Caccia, parlano chiaro: alle Cave di Gaggio nord il numero di specie e relativi contingenti sono i più alti di tutte le altre zone umide di ex cava della parte centro-orientale della provincia, tutte simili a quella di Gaggio ma dove non sussiste una gestione di tipo faunistico così rigorosa. Nell’Oasi LIPU di Marcon, dove possibile, si lascia che la vegetazione evolva spontaneamente, in modo che le ex cave e le superfici contermini nel tempo ospitino un tipo flora il più vicino possibile a quella degli ambienti naturali “vergini”. Prima dell’affermazione dei boschi, stadio evolutivo dell’ecosistema che necessita di molti anni prima di comparire, capita che il rovo faccia da padrone su qualche appezzamento. Ma tale situazione, temporanea sul lungo periodo, non abbassa il livello di biodiversità ed è invece utile a molte specie, dal raro Moscardino, piccolo ghiro molto raro in pianura, all’endemica Rana di Lataste, presente al Mondo solo nella Pianura Padano-Veneta. I rovi infastidiscono solo i bracconieri che un tempo potevano far entrare senza ostacolo i cani da caccia nell’Oasi, in modo da stanare i poveri animali che vi si rifugiavano, pratica che comunque – oggi – sarebbe efficacemente fermata dal neonato ma determinato nucleo guardie LIPU.

LIPU invita i membri e soprattutto i rappresentanti di Italcaccia a venire a visitare l’Oasi guidati dai tecnici del Settore Scientifico dell’area protetta, pronti al dialogo e a dare spiegazioni sulle scelte gestionali adottate.

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