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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

Mestre (VE): mancata messa a dimora di alberature, pericolo bolle di calore e criticità

             Spett.le Comune di Venezia
Ufficio Verde Pubblico 
verdepubblico.rifiuti@comune.venezia.it

              Spett.le Soprintendenza alle BB.AA. per la Città Metropolitana di Venezia
sabap-ve-met@cultura.gov.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Marghera
istituzionale.marghera@comune.venezia.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Mestre
istituzionali.mestre@comune.venezia.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Favaro Veneto
istituzionalifavaro@comune.venezia.it

              Venezia, lì 17 luglio 2026   

Oggetto: LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Sezione di Venezia,  segnalazione mancata messa a dimora di alberature nell’assetto urbano piste ciclabili di Mestre – Venezia Via Circonvallazione e Via Forte Marghera, problemi di siccità, bolle di calore in ambito urbano, alberi in via Piave a Mestre, criticità.

Spett.li in indirizzo, per le rispettive competenze,

è giunta a questa Associazione, da parte di iscritti e residenti  segnalazioni, corredate da materiale fotografico, circa delle criticità per: 

  • la mancanza di alberi nelle costruende piste ciclabili in Mestre – Venezia, Via Circonvallazione e Via Forte Marghera. Per i tratti interessati, la progettazione non prevede alberature od isole a verde, a tale fine si rileva che la mancanza di alberature  sopra descritte, rappresentano dei fattori di rischio ambientale in quanto la l’insufficienza di adeguato impianto a verde, sia nelle piste ciclabili che nei marciapiedi nonché parcheggi, alimenta nel periodo estivo, la riflettenza solare creando vere  e proprie bolle di calore con sbalzi termici fino a 15 gradi, che sovrapponendosi ed amplificandosi in maniera contermine possono alimentare squilibri climatici anche localizzati.  

Le  soluzioni di omettere spazi verdi, anche a filare, oltre a portare dei danneggiamenti in termini economici, quali il disvalore delle aree interessate, ad un maggiore consumo di energia elettrica per il funzionamento dei condizionatori d’aria, sono in contrasto con le indicazioni fornite dal WHO Word Health Organization, (Agenzia Speciale dell’ONU). Viene riportato nel documento interamente reperibile nel sito del WHO (…) lo stile di vita urbano moderno è associato a stress cronico, attività fisica insufficiente, ed esposizione a rischi ambientali antropici. Gli spazi verdi urbani come parchi, parchi giochi, e vegetazione residenziale, possono promuovere la salute mentale  fisica e ridurre la malattia e la mortalità dei residenti urbani offrendo rilassamento psicologico e alleviamento dello stress, stimolando la coesione sociale, sostenendo l’attività fisica e riducendo l’esposizione agli inquinanti, rumore e calore eccessivo. Le nuove scoperte mostrano che gli interventi per aumentare o  migliorare lo spazio verde urbano possono fornire risultati positivi in termini di salute, sociali e ambientali per tutti i gruppi di popolazione, in particolare tra i gruppi di status socio economico inferiore (..). 

Innumerevoli poi sono i benefici delle alberature in Città solo per citarne alcune dal Documento Verde Urbano redatto dalla LIPU sede Nazionale nel 2016

 (…) Valutazioni economiche

Oltre alla quantificazione dei servizi ecosistemici in termini di benefici svolti dal verde urbano, dagli anni ’90 del secolo scorso si sono affermate anche le valutazioni di tipo economico e monetario, che si sono sviluppate soprattutto negli Stati Uniti (McPherson et al., 1997) per poi approdare anche in Europa (Soares et al., 2011).

Oggi esistono software in grado di determinare il valore economico ed ambientale dei benefici apportati dagli alberi e dalla foresta urbana, nonché i modelli dell’impatto economico derivante dai diversi scenari di gestione, di cui un esempio è il CITYgreen© 5.0 prodotto nel 1996 da American Forests, che lavora in ambiente GIS. Un altro approccio è il modello UFORE (Urban FORest Effects) uno strumento di calcolo sviluppato alla fine degli anni 1990 dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, sempre per descrivere la struttura del verde urbano e stimare gli effetti della vegetazione sull’ambiente (Siena e Buffoni, 2007). Oggi UFORE è stato ulteriormente sviluppato nel software i-Tree per analizzare la foresta urbana e valutarne i benefici.

Citando qualche esempio applicativo, gli alberi e le foreste urbane negli Stati Uniti rimuovono 17,4 milioni di tonnellate di inquinanti atmosferici, prendendo il 2010 come anno di riferimento (range: 9,0-23,2 milioni di tonnellate). Gli effetti positivi sulla salute umana vengono valutati in 6,8 miliardi di dollari (range: 1,5-13,0 miliardi $). Le conseguenze positive sulla salute pubblica includono la prevenzione di oltre 850 morti, di 670.000 casi di sintomi respiratori acuti, di 430.000 attacchi di asma, ma anche di 200.000 giorni di scuola persi (Nowak et al., 2014).A Chicago negli Stati Uniti gli alberi rimuovono gli inquinanti atmosferici, contribuendo a ripulire l’aria per un valore stimato in 9,2 milioni $/anno. Se la copertura arborea venisse incrementata del 10%, oppure se venissero piantati tre alberi per ogni edificio, si risparmierebbero da 50 a 90 $ per unità abitativa di costi energetici per il riscaldamento e la refrigerazione. Questo poiché gli alberi forniscono ombra, riducono la velocità del vento e inducono un abbassamento delle temperature estive. Considerando un lasso di tempo di 30 anni, il valore attuale netto dei servizi forniti dagli alberi è stimato in 402 $ a pianta e corrisponde a quasi tre volte i costi di manutenzione (McPherson et al., 1997). In California i 929.823 alberi lungo le strade rimuovono annualmente 567.748 t di COequivalente  a contrastare le emissioni di 120.000 auto, per un valore corrispondente a 2,49 miliardi di $. Il valore annuo di tutti i servizi ecosistemici è di 1,0 miliardi di $, pari a 110,63 $ per albero. Se si considera una spesa gestionale di 19,00 $ albero/anno, per ogni dollaro investito si ricavano benefici per 5,82 $ (McPherson et al., 2016).

A Lisbona è stato applicato il programma i-Tree Stratum per quantificare la struttura e le funzioni degli alberi ed il valore dei servizi forniti. Sono stati censiti 41.247 alberi che insieme producono servizi valutati in 8,4 milioni di $/anno. I costi di manutenzione ammontano a 1,9 milioni di $/anno, quindi per ciascun dollaro investito i residenti ricevono 4,48 $ di vantaggi. Il valore del risparmio energetico (6,16 $/albero), la riduzione della CO2 (0,33 $/albero), la riduzione dell’inquinamento atmosferico (5,40 $/albero) e l’incremento di valore della proprietà immobiliare (145 $/albero), portano ad un beneficio complessivo annuale di 204 $/albero, pari ad un beneficio netto di 159 $/albero (Soares et al., 2011).

A Roma Attorre et al. (2005) stimano che i 704.720 alberi portano un vantaggio economico alla città, legato alla rimozione dell’inquinamento dall’aria, di € 1.674.942 l’anno (€ 2376/albero) e che gli alberi immagazzinano nella propria biomassa circa 320 mila tonnellate di carbonio, sequestrando circa 2000 tonnellate di carbonio l’anno.

Una valutazione preliminare dei servizi ecosistemici compromessi in conseguenza di una potatura drastica in aree verdi del lungomare è stata effettuata a Livorno, dove è stata calcolata una presenza di alberi compresa tra 2285 e 8185 esemplari. È stato ipotizzato che la potatura abbia asportato circa metà del volume di vegetazione che era presente, portando ad una perdita di servizi ecosistemici compresa in una forbice tra circa 160.000 a oltre 590.000 euro/anno. A questo sarebbero da aggiungere e quantificare le conseguenze negative al paesaggio, al valore immobiliare, la perdita di biodiversità e il danno in termini educativi, considerando che l’operato di un ente pubblico funge da esempio da seguire per la cittadinanza (Ascani et al., 2016).

Il valore di un albero può essere quantificato anche dal punto di vista economico (monetario), considerando il valore estetico e paesaggistico, quello emotivo e per il benessere dei cittadini, quello storico, sociale, ecologico, ed infine educativo. A Bologna è stato fatto un calcolo da Tugnoli (2010, 2012) riguardante alcuni degli esemplari più prestigiosi (Ippocastano, Cedro dell’Atlante, Bagolaro, Frassino, Platano, Leccio, ecc.) e le cifre  sono comprese da un minimo di 3635 ad un massimo di 27.732 euro. Applicando il metodo C.A.V.A.T. (Capital Asset Value for Amenity Trees) ad alberi monumentali si raggiungono valori economici ornamentali fino a 806.539 euro.(..)

  • Vengono segnalati diverse criticità circa la moria di alberi, da Via Trieste nel quartiere di Marghera, a Favaro Veneto Via Altinia, a Mestre Via Giovanni da Verrazzano, ed altri. Oltre ad un necessario apporto idrico sarebbe opportuno dotare gli alberi di recente impianto,  di un’ adeguata pacciamatura al fine di proteggere la zolla dall’insolazione e trattenere maggiormente l’umidità. 
  • Si suggerisce di omettere gli sfalci d’erba intorno agli alberi nonché alternare gli sfalci nei giardini pubblici, è notorio che l’erba soprattutto alta, abbassa la temperatura al suolo.
  • Parcheggi nei Centri Commerciali, seppur trattasi di ambiti privati, in considerazione dell’emergenza climatica in atto, cui le premesse da parti di più organismi scientifici, diventi sistemica alle emissioni globali di CO2,  si richiede di aprire un tavolo di confronto al fine di collocare, ove possibile,  alberature idonee, con adeguata chioma e copertura fogliare, quanto per ridurre l’insolazione a terra; 
  • Ricoprire con Edera helix, specie autoctona, parti in cemento, reti metalliche, ringhiere, muri, colonne, guard rail, ecc quanto per contribuire al raffreddamento delle superifici;
  • Ripristino degli alberi mancanti dai filari come previsto dal vigente Regolamento sul Verde Pubblico del Comune di Venezia, viene segnalata la mancata messa a dimora in Via Bissuola  – Mestre ed in Via Altinia – Favaro Veneto
  • Un censimento di tutte le alberature pubbliche, su parcheggi, piazzali, aree marginali, ecc, con un potenziale spazio per la crescita, pensiamo a Platani, Bagolari, Olmi, sussistono aree ove questa tipologia di alberi, di ragguardevoli dimensioni,  può crescere senza problemi avendo una adeguato spazio a disposizione, sia a terra che in verticale, quanto per contribuire ad influenzare il gradiente termico. 
  • Alberi nel parco pubblico di Mestre, Via Piave, vengono segnalate delle proposte di rielaborare l’uso di detti giardini, giova rammentare sono sottoposti a vincolo. Il Decreto Ministeriale 3 marzo 1965, dichiarazione di notevole interesse pubblico delle alberature site in Via Piave Comune di Mestre – Venezia. Il Ministro per la Pubblica Istruzione, di concerto con il Ministro per il Turismo e lo Spettacolo (omissis) Considerato che la Commissione provinciale di Venezia per la protezione delle bellezze naturali, nella adunanza del 25 novembre 1963, ha incluso nell’elenco delle cose da sottoporre alle tutela paesistica, compilato ai sensi dell’art. 2 della legge sopracitata, le alberature site in via Piave nel Comune di Mestre – Venezia; (omissis) Considerato che… il vincolo comporta, in particolare, l’obbligo da parte del proprietario , possessore, detentore, a qualsiasi titolo, dell’immobile ricadente nella località vincolata, di presentare alla competente approvazione, qualunque progetto di opere che possano modificare l’aspetto esteriore della località stessa; Riconosciuto che le alberature predette hanno notevole interesse pubblico perché, conferendo alla zona un abbellimento naturale e creando un ampio respiro di verde lungo gli edifici in fregio in via Piave, costituiscono un complesso di immobili di valore estetico tradizionale;
Albero danneggiato dalla potatura da ripristinare avendo spazio adeguato

Decreta: Le alberature di alto fusto site nel territorio del Comune di Mestre – Venezia, e precisamente radicate nel tratto di Via Piave tra le trasversali di Via Ongaro e Via Sernaglia, hanno notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 giugno 1939 nr. 1497, e sono quindi sottoposta a tutte le disposizioni contenute nella legge stessa. (omissis), Roma, addì 3 marzo 1965

Si coglie l’occasione per porgere i più cordiali saluti

Il delegato della Lipu Sezione di Venezia
Dr. Gianpaolo Pamio

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Mestre, Canale Osellino: la nidificazione dei Gruccioni compromessa dai lavori di rifacimento sponde

Venezia, lì 12 maggio  2026

Spett.le Direzione ADG . Fears – U.O. Bonifica ed Irrigazione
Dorsoduro 3901
30123 – Venezia
adgfeasr@pec.regione.veneto.it

                                                           Alla Polizia Provinciale di Venezia
Via Catene, 95
30100 – Venezia
protocollo@cittametropolitana.venezia.it

Al Genio Civile di Venezia
Via Longhena 6
30175 Venezia – Marghera
geniocivileve@regione.veneto.it

Spett.le Regione del Veneto
Ufficio Biodiversità 
Calle Priuli 99
Cap 30121 – Cannaregio – Venezia
turismo@regione.veneto.it

Nucleo Carabinieri Forestali di Mestre VE
Via Altobello. 14
                                                               30172  Venezia – Mestre
PEC fve43681@pec.carabinieri.it

e, p.c.

Ministero Lavori Pubblici
Provveditorato alla OO.PP.
San Polo 19
30100 – Venezia
provveditore.ooppve@mit.gov.it

Comando Polizia Locale Comune di Venezia
Sezione Tutela Ambientale
San Marco 4137
30124 – Venezia
comando.pm@comune.venezia.it

Oggetto: Lipu Lega Italiana Protezione Uccelli, Coordinamento Veneto, Venezia – Mestre, Canale Osellino, rifacimento sponde, presenza esemplari di Gruccione Merops apister in nidificazione, criticità

Spett.li Enti in indirizzo,  per le rispettive competenze, 

è giunta a questa Associazione, poi verificata come fondata e veritiera, la segnalazione di lavori di manutenzione e ripristino degli argini del Canale Osellino, tratto finale del fiume Marzenego, in località Mestre – Venezia, parallello alla strada urbana Via Amerigo Vespucci. A dire del richiedente l’attività di cantiere per i lavori suddetti stavano danneggiando irrimediabilmente la nidificazione di  alcune coppie di Gruccione.

Canale Osellino Mestre Ve sponde in rifacimento © G. Pamio

In loco, volontari della Lipu hanno accertato nelle giornate del 8 e del 11 maggio, con una lunga permanenza in osservazione, censivano l’effettiva presenza di 7 coppie di Gruccione che volteggiavano e si introducevano nelle cavità – nido, in costruzione. 

I lavori cantiere sono giunti ad una paio di metri dal gruppo di cavità in costruzione e non hanno fatto desistere i Gruccioni al proseguo dell’attività di nidificazione: con probabilità sono gli stessi esemplari nati nel medesimo luogo negli anni precedenti, i tempi per la riproduzione sono ristretti, giunti dall’Africa Sub Sahariana, una volta recuperate le forze si operano per la formazione delle coppie e  costituzione della nidiata, poi i giovani a fine agosto / primo autunno, devono risultare pronti alla migrazione nei luoghi di svernamento. 

Inficiare l’attività di nidificazione può non consentire alle coppie di Gruccione esaminate di rientrare nei tempi per la ricerca di un sito riproduttivo alternativo, indi c’è la possibilità non si riproducano nell’anno in corso.

Canale Osellino, Gruccione su nido © G. Lucchetti

Una questione analoga sempre nel medesimo Canale Osellino per un tratto a valle, era  già stata trasmessa in data 31 maggio 2023 sempre a seguito di una segnalazione analoga da parte di un residente, trasmessa in allegato.

Per i fatti in argomento, si richiama che il Gruccione, è una specie tutelata,  inserita nell’Allegato I della Direttiva Uccelli nr. 79/409/CE, nonché la fase di nidificazione, è tutelata dalla Legge 157/1992 e la distruzione dei nidi rimane una fattispecie penalmente rilevante.

Con la preghiera di interrompere ogni fenomeno di perturbazione e compromissione dell’habitat del Gruccione si richiede tali attività siano posticipate al termine della nidificazione. 

Cordialmente

Il Coordinatore Regionale Lipu Veneto
Dr. Gianpaolo Pamio

Segnalazione rifacimento sponde in periodo di nidificazione presso il Canale Osellino – 31 maggio 2023.

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Ripristino alberatura nella strada Terraglio

La scrivente Associazione, a seguito la segnalazione di un associato, ha appurato che nella Strada  Regionale Terraglio nr. 13 nel tratto tra Mestre (Ve) e Treviso non è stata eseguita nessuna piantumazione di ripristino di alberature soppresse, per varie cause, negli anni passati. La Sezione LIPU di Venezia, sollecitata da un iscritto, era intervenuta dal 2009 al 2012 per segnalazione delle potature eseguite in maniera impropria cui hanno portato,  molto probabilmente, in progressione,  alla moria di interi filari. Come da nota della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le Provincie di Venezia, Belluno, Padova e Treviso con data 3.12.2012 prot. 33660  si legge: “A seguito della segnalazione della LIPU di cui alla nota in oggetto, acquisita in data 20/11/2012 con prot. 32802, questa Sopritendenza rammenta a tutti  gli enti in indirizzo, che le potature degli alberi sono un operazione estremamente delicata che deve essere effettuata da personale specializzato. Dalla documentazione fotografica trasmessa invece, si evince che la potatura che si configura come capittozzatura che annulla completamente il valore estetico dell’albero, elemento paesaggistico richiamato nel provvedimento di tutela emesso ai sensi del D.M. 24/1/1967. – Strada del Terraglio – (…)”.  Nello stesso documento si legge: “(…) Come più volte ribadito da questo ufficio inoltre, si invita l’ANAS a provvedere alla sostituzione degli esemplari abbattuti, (D.M. 412 del 03/09/1987 e D.G.R. nr. 291  del 26/1/.1988 inerenti la lotta obbligatoria contro il cancro colorato del platano) mediante la messa a dimora di altri esemplari di platano secondo  le indicazioni formulate al riguardo contenute nella nota prot. 33355 del 2/2/2011 (…)”. 

Alla luce di quanto riferito, si richiede venga ottemperato alla prescrizione del reimpianto dei filari mancanti di platano. In allegato si trasmette copia della nota della Soprintendenza ai BB.AA.AA.

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Uccisione di colombi a Mestre

Sono giunte due segnalazioni alla LIPU Sezione di Venezia in merito a delle sospette uccisioni di colombi di città Colombus livia nel centro di Mestre (Venezia). La prima segnalazione risale al mese di gennaio 2021, riguarda un automobilista che dopo aver parcheggiato la propria autovettura in Via Fapanni al momento di riprenderla trova sul tetto del veicolo un esemplare di colombo ucciso e con un vistoso foro, presumibilmente di proiettile. La seconda segnalazione è inerente la giornata del 11.03.2021 quando dei condomini di un edificio residenziale in Via Mestrina scoprono tre colombi privi della testa. Di entrambi i fatti è stato informato il nucleo agenti venatori volontari della Sezione coordinato da Marco TONIN. Per quanto concerne i tre colombi rinvenuti privi di testa le ipotesi, escludendo dalle modalità i gatti,  possono ricondurre ad una predazione da parte di un uccello notturno: l’unica specie che attacca una preda con queste tecniche, cioè cibandosi in primi della testa, rimane l’allocco Strix aluco. Ad ora non risultano segnalazioni di questa specie di rapace che siano insediati stabilmente nel centro della città di Mestre. Non è da escludere la presenza di qualche esemplare solitario ed in dispersione, la biodiversità nell’entroterra veneziano è particolarmente in crisi per la sottrazione di habitat e i rapaci notturni sono i primi a soffrirne. Rammentiamo la siepe vecchia di almeno 20 anni, lunga  circa 3,5 Km abbattuta a Marghera in Via Moranzani ed altre piccole a ma importanti aree sottratte per aumentare la superficie agricola o per nuove costruzioni  ed opere legate a lavori pubblici. La città rappresenta un punto di ricovero anche se momentaneo, di qui la possibilità che i tre colombi siano stati predati da un rapace notturno. Da escludere invece escludere i rapaci diurni tra i più comuni lo Sparviere ed il Gheppi predatori abituali di  colombi, che lasciano a terra la catteristica “spiumata” a testimoniare la cattura della vittima. Non sono da escludere siano degli umani gli autori dell’uccisione di colombi, in tal caso è importante informare le Forze dell’Ordine o la Sezione LIPU di Venezia, i recapiti sono nel sito di sezione www.lipuvenezia.it, circostanziando l’accaduto e cercando fornire elementi utili per risalire ad un eventuale autore. Si rammenta che sparare dalla propria abitazione anche con fucili ad aria compressa viene sanzionato penalmente, nonché l’uccisione dei Colombi, ad ogni effetto specie selvatica, può configurare il reato di maltrattamento di animali.