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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

Mestre (VE): mancata messa a dimora di alberature, pericolo bolle di calore e criticità

             Spett.le Comune di Venezia
Ufficio Verde Pubblico 
verdepubblico.rifiuti@comune.venezia.it

              Spett.le Soprintendenza alle BB.AA. per la Città Metropolitana di Venezia
sabap-ve-met@cultura.gov.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Marghera
istituzionale.marghera@comune.venezia.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Mestre
istituzionali.mestre@comune.venezia.it

              Spett.le presidente Municipalità di Venezia – Favaro Veneto
istituzionalifavaro@comune.venezia.it

              Venezia, lì 17 luglio 2026   

Oggetto: LIPU Lega Italiana Protezione Uccelli Sezione di Venezia,  segnalazione mancata messa a dimora di alberature nell’assetto urbano piste ciclabili di Mestre – Venezia Via Circonvallazione e Via Forte Marghera, problemi di siccità, bolle di calore in ambito urbano, alberi in via Piave a Mestre, criticità.

Spett.li in indirizzo, per le rispettive competenze,

è giunta a questa Associazione, da parte di iscritti e residenti  segnalazioni, corredate da materiale fotografico, circa delle criticità per: 

  • la mancanza di alberi nelle costruende piste ciclabili in Mestre – Venezia, Via Circonvallazione e Via Forte Marghera. Per i tratti interessati, la progettazione non prevede alberature od isole a verde, a tale fine si rileva che la mancanza di alberature  sopra descritte, rappresentano dei fattori di rischio ambientale in quanto la l’insufficienza di adeguato impianto a verde, sia nelle piste ciclabili che nei marciapiedi nonché parcheggi, alimenta nel periodo estivo, la riflettenza solare creando vere  e proprie bolle di calore con sbalzi termici fino a 15 gradi, che sovrapponendosi ed amplificandosi in maniera contermine possono alimentare squilibri climatici anche localizzati.  

Le  soluzioni di omettere spazi verdi, anche a filare, oltre a portare dei danneggiamenti in termini economici, quali il disvalore delle aree interessate, ad un maggiore consumo di energia elettrica per il funzionamento dei condizionatori d’aria, sono in contrasto con le indicazioni fornite dal WHO Word Health Organization, (Agenzia Speciale dell’ONU). Viene riportato nel documento interamente reperibile nel sito del WHO (…) lo stile di vita urbano moderno è associato a stress cronico, attività fisica insufficiente, ed esposizione a rischi ambientali antropici. Gli spazi verdi urbani come parchi, parchi giochi, e vegetazione residenziale, possono promuovere la salute mentale  fisica e ridurre la malattia e la mortalità dei residenti urbani offrendo rilassamento psicologico e alleviamento dello stress, stimolando la coesione sociale, sostenendo l’attività fisica e riducendo l’esposizione agli inquinanti, rumore e calore eccessivo. Le nuove scoperte mostrano che gli interventi per aumentare o  migliorare lo spazio verde urbano possono fornire risultati positivi in termini di salute, sociali e ambientali per tutti i gruppi di popolazione, in particolare tra i gruppi di status socio economico inferiore (..). 

Innumerevoli poi sono i benefici delle alberature in Città solo per citarne alcune dal Documento Verde Urbano redatto dalla LIPU sede Nazionale nel 2016

 (…) Valutazioni economiche

Oltre alla quantificazione dei servizi ecosistemici in termini di benefici svolti dal verde urbano, dagli anni ’90 del secolo scorso si sono affermate anche le valutazioni di tipo economico e monetario, che si sono sviluppate soprattutto negli Stati Uniti (McPherson et al., 1997) per poi approdare anche in Europa (Soares et al., 2011).

Oggi esistono software in grado di determinare il valore economico ed ambientale dei benefici apportati dagli alberi e dalla foresta urbana, nonché i modelli dell’impatto economico derivante dai diversi scenari di gestione, di cui un esempio è il CITYgreen© 5.0 prodotto nel 1996 da American Forests, che lavora in ambiente GIS. Un altro approccio è il modello UFORE (Urban FORest Effects) uno strumento di calcolo sviluppato alla fine degli anni 1990 dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti, sempre per descrivere la struttura del verde urbano e stimare gli effetti della vegetazione sull’ambiente (Siena e Buffoni, 2007). Oggi UFORE è stato ulteriormente sviluppato nel software i-Tree per analizzare la foresta urbana e valutarne i benefici.

Citando qualche esempio applicativo, gli alberi e le foreste urbane negli Stati Uniti rimuovono 17,4 milioni di tonnellate di inquinanti atmosferici, prendendo il 2010 come anno di riferimento (range: 9,0-23,2 milioni di tonnellate). Gli effetti positivi sulla salute umana vengono valutati in 6,8 miliardi di dollari (range: 1,5-13,0 miliardi $). Le conseguenze positive sulla salute pubblica includono la prevenzione di oltre 850 morti, di 670.000 casi di sintomi respiratori acuti, di 430.000 attacchi di asma, ma anche di 200.000 giorni di scuola persi (Nowak et al., 2014).A Chicago negli Stati Uniti gli alberi rimuovono gli inquinanti atmosferici, contribuendo a ripulire l’aria per un valore stimato in 9,2 milioni $/anno. Se la copertura arborea venisse incrementata del 10%, oppure se venissero piantati tre alberi per ogni edificio, si risparmierebbero da 50 a 90 $ per unità abitativa di costi energetici per il riscaldamento e la refrigerazione. Questo poiché gli alberi forniscono ombra, riducono la velocità del vento e inducono un abbassamento delle temperature estive. Considerando un lasso di tempo di 30 anni, il valore attuale netto dei servizi forniti dagli alberi è stimato in 402 $ a pianta e corrisponde a quasi tre volte i costi di manutenzione (McPherson et al., 1997). In California i 929.823 alberi lungo le strade rimuovono annualmente 567.748 t di COequivalente  a contrastare le emissioni di 120.000 auto, per un valore corrispondente a 2,49 miliardi di $. Il valore annuo di tutti i servizi ecosistemici è di 1,0 miliardi di $, pari a 110,63 $ per albero. Se si considera una spesa gestionale di 19,00 $ albero/anno, per ogni dollaro investito si ricavano benefici per 5,82 $ (McPherson et al., 2016).

A Lisbona è stato applicato il programma i-Tree Stratum per quantificare la struttura e le funzioni degli alberi ed il valore dei servizi forniti. Sono stati censiti 41.247 alberi che insieme producono servizi valutati in 8,4 milioni di $/anno. I costi di manutenzione ammontano a 1,9 milioni di $/anno, quindi per ciascun dollaro investito i residenti ricevono 4,48 $ di vantaggi. Il valore del risparmio energetico (6,16 $/albero), la riduzione della CO2 (0,33 $/albero), la riduzione dell’inquinamento atmosferico (5,40 $/albero) e l’incremento di valore della proprietà immobiliare (145 $/albero), portano ad un beneficio complessivo annuale di 204 $/albero, pari ad un beneficio netto di 159 $/albero (Soares et al., 2011).

A Roma Attorre et al. (2005) stimano che i 704.720 alberi portano un vantaggio economico alla città, legato alla rimozione dell’inquinamento dall’aria, di € 1.674.942 l’anno (€ 2376/albero) e che gli alberi immagazzinano nella propria biomassa circa 320 mila tonnellate di carbonio, sequestrando circa 2000 tonnellate di carbonio l’anno.

Una valutazione preliminare dei servizi ecosistemici compromessi in conseguenza di una potatura drastica in aree verdi del lungomare è stata effettuata a Livorno, dove è stata calcolata una presenza di alberi compresa tra 2285 e 8185 esemplari. È stato ipotizzato che la potatura abbia asportato circa metà del volume di vegetazione che era presente, portando ad una perdita di servizi ecosistemici compresa in una forbice tra circa 160.000 a oltre 590.000 euro/anno. A questo sarebbero da aggiungere e quantificare le conseguenze negative al paesaggio, al valore immobiliare, la perdita di biodiversità e il danno in termini educativi, considerando che l’operato di un ente pubblico funge da esempio da seguire per la cittadinanza (Ascani et al., 2016).

Il valore di un albero può essere quantificato anche dal punto di vista economico (monetario), considerando il valore estetico e paesaggistico, quello emotivo e per il benessere dei cittadini, quello storico, sociale, ecologico, ed infine educativo. A Bologna è stato fatto un calcolo da Tugnoli (2010, 2012) riguardante alcuni degli esemplari più prestigiosi (Ippocastano, Cedro dell’Atlante, Bagolaro, Frassino, Platano, Leccio, ecc.) e le cifre  sono comprese da un minimo di 3635 ad un massimo di 27.732 euro. Applicando il metodo C.A.V.A.T. (Capital Asset Value for Amenity Trees) ad alberi monumentali si raggiungono valori economici ornamentali fino a 806.539 euro.(..)

  • Vengono segnalati diverse criticità circa la moria di alberi, da Via Trieste nel quartiere di Marghera, a Favaro Veneto Via Altinia, a Mestre Via Giovanni da Verrazzano, ed altri. Oltre ad un necessario apporto idrico sarebbe opportuno dotare gli alberi di recente impianto,  di un’ adeguata pacciamatura al fine di proteggere la zolla dall’insolazione e trattenere maggiormente l’umidità. 
  • Si suggerisce di omettere gli sfalci d’erba intorno agli alberi nonché alternare gli sfalci nei giardini pubblici, è notorio che l’erba soprattutto alta, abbassa la temperatura al suolo.
  • Parcheggi nei Centri Commerciali, seppur trattasi di ambiti privati, in considerazione dell’emergenza climatica in atto, cui le premesse da parti di più organismi scientifici, diventi sistemica alle emissioni globali di CO2,  si richiede di aprire un tavolo di confronto al fine di collocare, ove possibile,  alberature idonee, con adeguata chioma e copertura fogliare, quanto per ridurre l’insolazione a terra; 
  • Ricoprire con Edera helix, specie autoctona, parti in cemento, reti metalliche, ringhiere, muri, colonne, guard rail, ecc quanto per contribuire al raffreddamento delle superifici;
  • Ripristino degli alberi mancanti dai filari come previsto dal vigente Regolamento sul Verde Pubblico del Comune di Venezia, viene segnalata la mancata messa a dimora in Via Bissuola  – Mestre ed in Via Altinia – Favaro Veneto
  • Un censimento di tutte le alberature pubbliche, su parcheggi, piazzali, aree marginali, ecc, con un potenziale spazio per la crescita, pensiamo a Platani, Bagolari, Olmi, sussistono aree ove questa tipologia di alberi, di ragguardevoli dimensioni,  può crescere senza problemi avendo una adeguato spazio a disposizione, sia a terra che in verticale, quanto per contribuire ad influenzare il gradiente termico. 
  • Alberi nel parco pubblico di Mestre, Via Piave, vengono segnalate delle proposte di rielaborare l’uso di detti giardini, giova rammentare sono sottoposti a vincolo. Il Decreto Ministeriale 3 marzo 1965, dichiarazione di notevole interesse pubblico delle alberature site in Via Piave Comune di Mestre – Venezia. Il Ministro per la Pubblica Istruzione, di concerto con il Ministro per il Turismo e lo Spettacolo (omissis) Considerato che la Commissione provinciale di Venezia per la protezione delle bellezze naturali, nella adunanza del 25 novembre 1963, ha incluso nell’elenco delle cose da sottoporre alle tutela paesistica, compilato ai sensi dell’art. 2 della legge sopracitata, le alberature site in via Piave nel Comune di Mestre – Venezia; (omissis) Considerato che… il vincolo comporta, in particolare, l’obbligo da parte del proprietario , possessore, detentore, a qualsiasi titolo, dell’immobile ricadente nella località vincolata, di presentare alla competente approvazione, qualunque progetto di opere che possano modificare l’aspetto esteriore della località stessa; Riconosciuto che le alberature predette hanno notevole interesse pubblico perché, conferendo alla zona un abbellimento naturale e creando un ampio respiro di verde lungo gli edifici in fregio in via Piave, costituiscono un complesso di immobili di valore estetico tradizionale;
Albero danneggiato dalla potatura da ripristinare avendo spazio adeguato

Decreta: Le alberature di alto fusto site nel territorio del Comune di Mestre – Venezia, e precisamente radicate nel tratto di Via Piave tra le trasversali di Via Ongaro e Via Sernaglia, hanno notevole interesse pubblico ai sensi della legge 29 giugno 1939 nr. 1497, e sono quindi sottoposta a tutte le disposizioni contenute nella legge stessa. (omissis), Roma, addì 3 marzo 1965

Si coglie l’occasione per porgere i più cordiali saluti

Il delegato della Lipu Sezione di Venezia
Dr. Gianpaolo Pamio

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Notizie dal territorio Pubblica amministrazione

A Campalto (VE) un importante sito di rifugio per il Gufo comune, WWF e LIPU ne richiedono la tutela

Spett. le Ufficio verde del comune di Venezia verdepubblico.rifiuti@comune.venezia.it 

Spett.le dott .re Francesco Boldrin francesco.boldrin@comune.venezia.it 

Spett.le dott.ssa Giulia Minio 
giulia.minio@comune.venezia.it 

Spett.le Vicesindaco Francesca Zaccariotto vicesindaco.zaccariotto@comune.venezia.it 

OGGETTO: SEGNALAZIONE DI UN IMPORTANTE SITO DI RIFUGIO “roosting site” di Asio otus (Gufo comune) sito presso villaggio Campalto (VE) su Pinus pinea (pino domestico) richiesta di tutela delle alberature. 

Le scriventi Associazioni; WWF Venezia e Territorio e Lipu Venezia , scrivono la presente per segnalare una situazione di eccezionale rilevanza naturalistica che necessita di urgente e mirata tutela. 

In località Campalto, specificamente nell’area alberata sita in Piazzale Zendrini nei pressi dei civici 1 e 2 e 20 e 28 è stata accertata e monitorata la presenza di un importante sito dormitorio stabile (roost) di Gufo comune . 

Il Gufo comune è una specie strettamente protetta dalla normativa nazionale (Legge n. 157/1992, art. 2 e art. 21) e internazionale (Convenzione di Berna, Allegato III). Durante il periodo autunnale e invernale, questi strigiformi manifestano un comportamento fortemente gregario, concentrandosi in dormitori collettivi detti roost scelti in base a precisi criteri di fittezza del fogliame e tranquillità. Tali siti rivestono un ruolo ecologico vitale per la sopravvivenza della specie sul territorio urbano e vengono riutilizzati fedelmente dagli stessi esemplari anno dopo anno. La sopravvivenza di questo nucleo faunistico composto dai 10 / 15 esemplari di gufo è indissolubilmente legata all’integrità delle alberature presenti nel sito indicato. 

Le scriventi Associazioni WWF Venezia e Territorio e LIPU Venezia 

CHIEDONO PERTANTO: 

1. Al fine di tutelare il sito dormitorio dei gufi e garantirne la loro presenza durante i mesi invernali, chiediamo che i futuri interventi di potatura dovrebbero essere limitati esclusivamente alla manutenzione leggera e conservativa, evitando riduzioni drastiche della chioma che comprometterebbero il loro habitat naturale. 

2. La pianificazione di eventuali interventi conservativi del verde esclusivamente al di fuori del periodo di presenza da concordarsi preventivamente con esperti ornitologi. 

3. L’apposizione di idonea tutela urbanistico/ambientale per l’area in oggetto nei piani di gestione del verde del Comune di Venezia. 

4. Chiediamo un eventuale sopralluogo congiunto tra i tecnici comunali, i referenti scientifici di LIPU e WWF per definire le migliori strategie di tutela informativa contro il disturbo antropico. 

Alleghiamo breve resoconto dei monitoraggi eseguiti dal dott.re Guido Zangrando che ha svolto una tesi di laurea sul gufo comune e che tuttora sta studiando e monitorando l’area di interesse. 

Alleghiamo foto delle alberature di pino domestico e foto dei gufi presento durante il periodo invernale . 

Distinti saluti. 

Mestre 13 /07/2026 

Firma del Presidente WWF Venezia e Territorio 
Dr. Roberto Sinibaldi 

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Notizie dal territorio Verde pubblico

Mira (VE): Taglio vegetazione in periodo di nidificazione, la LIPU chiede un intervento

 Spett.le Comune di Mira  (VE)
Ufficio Verde Pubblico 
ecologia@comune.mira.ve.it

Spett.le Polizia Locale del Comune di Mira 
polizia.locale@comune.mira.ve.it

Spett.le Polizia Metropolitana della Provincia di Veneziaprotocollo@cittametropolitana.ve.it

Venezia, li 9 luglio 2026

Oggetto: Comune di Mira – VE, taglio vegetazione nel territorio comunale in periodo di nidificazione.

Spett.li Uffici,

per le rispettive competenze,

sono giunte alla nostra Associazione, più segnalazioni da parte residenti,  poi accertate come fondate, di estese attività di manutenzione e taglio vegetazione nel territorio comunale di Mira. Detti lavori se non indispensabili per la sicurezza pubblica, sono da omettere nel periodo di nidificazione, come da indicazioni ISPRA Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, trasmesse in allegato.

Le aree verdi urbane e periurbana si configurano come un’aree  “rifugio” per buona parte degli uccelli, anche piccoli migratori,  essendo le zone contigue,  fortemente antropizzate e con coltivazioni agricole a carattere intensivo.

All’uopo si inoltra il comunicato stampa della Lipu/BirdLife Italia edito il 12 marzo u.s.

“FERMATE LE POTATURE DEGLI ALBERI 
DA MARZO FINO AD AGOSTO”.
L’APPELLO DELLA LIPU PER SALVARE LA NIDIFICAZIONE DEGLI UCCELLI RIVOLTA A ENTI PUBBLICI, CITTADINI E OPERATORI COINVOLTINELLA GESTIONE DEL VERDE “ Evitare il taglio delle piante se non per motivi circoscritti e di forza maggiore”“Stop ad abbattimenti e potature di alberi e siepi, o lo sfalcio della vegetazione lungo i corsi d’acqua, perché mettono a repentaglio la fase più delicata della vita degli uccelli: la riproduzione”. 
E’ l’appello che la Lipu rivolge sia agli enti pubblici che ai cittadini, e più in generale a tutti coloro che sono coinvolti con la gestione del verde: evitare il taglio delle piante nel periodo tra marzo e luglio-agosto – mesi in cui si concentra la nidificazione degli uccelli – se non per motivi circoscritti e di forza maggiore, quale può essere la rimozione di un ramo pericolante o che intralcia il traffico. I dati degli atlanti ornitologici, a conferma della presenza importante di uccelli nelle aree urbane, riportano da una cinquantina fino a un centinaio di specie diverse che nidificano in ciascuna delle nostre città.
Con l’arrivo anticipato della primavera, gli uccelli stanno già iniziando a costruire i nidi: si vedono colombacci e gazze con i rametti nel becco, cinciallegre che esplorano le cavità negli alberi dove deporranno le uova, merli e capinere in canto nuziale, e tante altre specie che abitano nei giardini e parchi delle aree urbane.La Lipu ricorda che i nidi degli uccelli sono protetti in tutto il territorio, aree urbane incluse, dalla legge nazionale 157/92 oltre che dal Decreto ministeriale sui criteri ambientali minimi del verde pubblico (Cam) che peraltro è in fase di aggiornamento da parte del ministero dell’Ambiente. La distruzione di un nido si configura come reato penale, ed è ancor più grave se vi sono presenti dei nidiacei.In merito, la Corte di giustizia europea, con la sentenza del 1° agosto 2025, ha dichiarato che la distruzione o il danneggiamento di nidi e uova è vietata, anche qualora l’oggetto dell’attività umana abbia finalità diverse, quali possono essere i lavori riguardanti il verde. Pertanto l’accettazione che la propria attività possa comportare un danno agli uccelli viene equiparata a un atto doloso e deliberato.Rispettare infine l’indicazione di non effettuare interventi tra marzo e agosto è fondamentale, così come da evitare sono gli interventi dopo aver effettuato un’ispezione alla ricerca di nidi e, se negativa, procedere coi tagli: l’eliminazione della vegetazione compromette comunque l’habitat, che è la dimora degli uccelli, a prescindere che il nido sia presente proprio sulla pianta in oggetto.“Come riportato da due pareri dell’Ispra – spiega Marco Dinetti, responsabile Ecologia urbana della Lipu – molti nidi sono piccoli e abilmente nascosti, inclusi quelli posizionati nei buchi del tronco e dei rami, anche un ornitologo esperto ha difficoltà  nell’individuarli, o comunque necessita di un’indagine laboriosa che diventa quasi insostenibile dal punto di vista operativo. 
“A maggior ragione – aggiunge Dinetti – affidare un compito del genere a chi non sia in possesso di adeguata preparazione appare del tutto scorretto e privo di valore scientifico”.
La primavera anticipata– dichiara Alessandro Polinori, presidente della Lipu-BirdLife Italia – rende il rispetto delle norme non più solo un dovere etico, ma un obbligo legale immediato. Distruggere un nido non è una fatalità, ma un reato penale che la giurisprudenza europea equipara ormai a un atto deliberato. Chiedo a enti pubblici e privati il blocco immediato di ogni intervento non urgente: il rispetto dei regolamenti e dei tempi della natura non è una scelta, ma un preciso obbligo di Legge. Fermiamo le motoseghe, rispettiamo la biodiversità che ci circonda”. 12 marzo 2026Ufficio stampa Lipu-BirdLife Italia   Si inoltra altresì il report Farmland bird index relativo ai censimenti dei piccoli uccelli in ambito agricolo nel territorio nazionale.

Farmland bird index: in 26 anni -33% di uccelli nelle campagne. “Urgente Piano di ripristino anche in ambito agricolo”

Pubblicato il 11/02/2026

Il drammatico calo di torcicollo (-76%), calandro (-73%) e saltimpalo (-71%), sempre piu’ rari. Lipu: “Agire subito per salvare la biodiversità. L’Fbi relativo agli ambienti agricoli e l’Fbipm, praterie montane, sono indicatori chiave per monitorare lo stato di salute delle nostre campagne”
 Meno 33% sul territorio nazionale, ma con punte di -50% nelle pianure alluvionali. Prosegue il drammatico calo degli uccelli selvatici che vivono e si riproducono negli ambienti agricoli italiani, un trend fortemente negativo certificato dall’ultimo monitoraggio condotto dalla Lipu nell’ambito del progetto del Farmland Bird Index, ossia l’indicatore che descrive l’andamento delle popolazioni degli uccelli delle aree agricole italiane, finanziato dal ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste nell’ambito della Rete nazionale della Pac.

Secondo i dati 2025, delle 28 specie tipiche degli agroecositemi, utilizzate per il calcolo dell’indicatore, il 71% presenta un declino significativo; in particolare il torcicollo, nell’arco di soli 26 anni ha perso oltre tre quarti della sua popolazione (-76%).  Non da meno è il calo del calandro (-73%) e del saltimpalo (-71%), così come di altre specie tra cui l’allodola, l’averla piccola, la passera mattugia e la passera d’Italia (vedi scheda).
L’analisi conferma il declino più marcato degli uccelli selvatici nelle pianure (-50%), a dimostrazione di un ambiente che ha fortemente necessità di diffuse azioni di ripristino ambientale.

I dati descrivono un ambiente agricolo dove le pressioni sia sulle specie più rare che su quelle un tempo comuni, così come la scomparsa degli elementi naturali, come siepi e filari, e l’utilizzo di pesticidi e fertilizzanti, non accennano a diminuire. L’intensificazione, con la conseguente banalizzazione del paesaggio, sta progressivamente colpendo anche nelle zone collinari e pedemontane dove, negli ultimi anni, gli indici risultano in discesa più rapida.
Il campanello di allarme che ci lancia la diminuzione di queste specie non può essere ignorato, poiché esse sono lo specchio del negativo stato di salute dell’intero ambiente che ha conseguenze dirette anche su di noi.

Insieme all’indice delle specie “agricole” (Fbi) la Lipu ha inoltre calcolato quello per le specie delle praterie montane (Fbipm), risultato anch’esso in calo, con punte negative per l’organetto (-69%), il beccafico (-68%), e lo zigolo giallo (-40%). Queste specie sono spesso vittime dell’abbandono colturale delle nostre aree montane che porta alla scomparsa dei prati-pascoli contornati da cespugli radi, loro habitat di elezione.

“Di fronte ai dati drammatici del nuovo Farmland bird index, che peraltro confermano il trend negativo in atto da molti anni – dichiara Roberta Righini, coordinatrice Fbi per la Lipu – il nuovo Regolamento europeo per il Ripristino della natura rappresenta un’importante opportunità per invertire la tendenza al declino degli uccelli degli ambienti agricoli: in particolare gli articoli 10 e 11 prevedono misure per migliorare la diversità degli impollinatori e la messa in campo di pratiche ‘agroecologiche’ per rafforzare la biodiversità degli ecosistemi agricoli. 
“Auspichiamo dunque che nel Piano nazionale in corso di elaborazione vi sia una particolare attenzione a questi articoli, nonché una loro piena attuazione negli anni a venire, pena un ulteriore e definitivo impoverimento dell’habitat e scomparsa della biodiversità che viene ospitata.
“Ma il ruolo dell’Fbi – prosegue Roberta Righini – riveste un ruolo chiave anche per Politica agricola comune, essendo l’indicatore fondamentale per misurare l’efficacia degli interventi previsti nel Piano Strategico Nazionale della Pac. Siamo ora, nel pieno dei negoziati per il rinnovo di questa politica post 2027  ed è dunque di primaria importanza, sia scientifica che culturale – conclude – che tutti gli indicatori ambientali, Fbi in testa, vengano mantenuti anche nella futura programmazione”.

Alla luce di quanto dettagliato, al fine della salvaguardia, in primis degli uccelli,  si richiede una sospensione delle attività in oggetto nonché di un adeguata programmazione nei periodi a venire.

Cordialmente

Il delegato Lipu Sezione di Venezia
Dr. Gianpaolo Pamio

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Notizie dal territorio Sfalci

Portogruaro (VE): sfalci vegetazione in periodo riproduttivo per la fauna ornitica e non

Si riporta di seguito la comunicazione inviata al Consorzio di Bonifica Veneto Orientale da parte della LIPU Sezione Venezia

Spett.le Consorzio di Bonifica Veneto Orientale, 

stanno giungendo segnalazioni a questa Associazione circa l’effettuazione di sfalci in periodo riproduttivo per la fauna, con gravi conseguenze circa la fase riproduttiva. 

In allegato una di quelle ricevute. 

Si rammentano le indicazioni  Ispra cui rimettiamo in allegato. 

Ringraziando per l’interessamento, 

il delegato Lipu Venezia 

Gianpaolo Pamio